Utricularie contro le zanzare

 

Usando io, come penso molti altri, sottovasi piuttosto capienti, contenenti anche decine di vasi, mi risulta pressochè impensabile svuotarli settimanalmente come andrebbe fatto, con il risultato di vederci sguazzare larve vermetti, bozzoli e chi più ne ha più ne metta. Gli ospiti più fastidiosi sono ovviamente le larve di zanzara!
Sia per motivi di principio, ma soprattutto perchè le carnivore non gradiscono molto, ho sempre preferito evitare rimedi chimici. Una buona soluzione puà quindi essere proprio utilizzare delle carnivore, le utricularie, non dico per risolvere il problema, ma almeno per ridurlo.
Le specie adatte per questo scopo sono le piccole utricularie terrestri, come la Subulata o la Bisquamata, ma meglio ancora la Sandersonii o la Livida, che sono un poco più grandicelle anche come utricoli.
La cosa in verit abbastanza semplice: si tratta di creare delle piccole zattere, o comunque dei piccoli punti di ancoraggio, da cui le utricularie possano lasciar crescere le loro radici nell'acqua e catturare quello che gli capita a tiro. La cosa può essere realizzata in diversi modi:

Come prima prova ho creato un piccolo ammasso di fibre di torba (gl scarti della vagliatura) che ho avvolto con una reticella per evitarne il disfacimento, colonizzando poi con sandersonii e subulata. In pratica in questo modo l'utricularia è libera di crescere e di mandare le radici dove più gli pare. L'ammasso rimane sul fondo del sottovaso, coperto dall'acqua, per cui, anche se in effetti alle utricularie l'acqua non dispiace affatto, l'ho posto in un sottovaso non altissimo in cui di tanto in tanto lascio calare il livello dell'acqua (naturalmente basterebbe anche creare un ammasso più grande!!!).
Se ci fate caso, nella terza foto ben si vedono alcuni utriculi.

Come secondo esperimento ho preso delle vaschette del gelato (quelle squadrate in polistirolo delle gelaterie). Tagliatone il fondo, l'ho diviso in due utilizzando una parte del coperchio, incastrato con un intaglio, per creare la quarta sponda. Sul fondo ho praticato delle ampie aperture (lasciando dei "ponticelli") e vi ho quindi messso un pezzetto di zanzariera. In questo modo si ottiene un vasetto flottante, mentre le radici dell'utricularia sono libere di uscire dai fori della zanzariera.

Il terzo è quello che trovo più gradevole, ed in effetti più facile da realizzare: usando le cialde delle macchinette del caffè (quelle da 2,le altre mi paiono un po' piccoline!).
Bisogna prendere la cialda, aprirne la parte superiore con un coltellino, togliere il caffè ed il pezzo di tessuto filtrante sul fondo. Io ho poi ritagliato i rinforzi della parte inferiore lasciando solo gli incroci, di modo che se adagiato sul fondo non danneggiasse le radici. In alcuni ho poi fatto dei fori ulteriori sul fondo e sui lati per facilitare l'uscita delle radici.

Così, visto che il tutto non galleggia, andrebbe bene per sottovasi bassi dove la parte superiore della cialda può rimanere scoperta. Per i sottovasi più alti ho usato dei dischi di polistirolo (sempre dalla vaschetta per il gelato) che mantengono il bordo della cialda appena sopra il pelo dell'acqua, cosa che mi sono reso conto essere incredibilmente gradita alla sandersonii.

Per ora, anche se le utrucularie devono ancora crescere (le radici hanno cominciato da poco a uscire) il metodo sembra funzionare alla grande, e nei sottovasi dove ho piazzato 'ste cose non ho piu nulla (ma naturalmente potrebbe essere per il naturale terrore instillato negli insetti dalla sandersonii!, ma in fin dei conti il risultato è lo stesso ! :Sm5: ), mentre nei pochi che non le hanno tutte le sere c'è un festino di bozzoli con tanto di luci stroboscopiche!


Ultimo aggiornamento: 02 10 2011


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