Domande frequenti (FAQ)

 

Temperature durante il riposo vegetativo
Molti consigliano di tenere la Dionaea muscipula fuori anche con temperature inferiori allo zero, mentre su questo sito viene consigliato di tenerla con temperature fra i 2 e i 10 C°. Cosa è meglio?
Elena - Trieste

La Dionaea sopporta piuttosto bene gelate anche intense (-10 C°). Quello che veramente la fa soffrire è piuttosto il rimanere congelata per molti giorni consecutivi: se di giorno il sole o l'aumento delle temperature fanno scongelare il substrato la pianta non ha grossi problemi.
Il fatto però che sopporti il gelo intenso non vuol dire che lo ami o che ne tragga beneficio: nel suo ambiente naturale di solito non è sottoposta a temperature molto rigide. La Dionaea quindi si adatta bene al gelo ma la temperatura ideale durante il riposo va dai 2 ai 10 gradi.
Per il resto è una questione di alternative disponibili: la Dionaea necessita di un periodo di riposo invernale per poi esser pronta a vegetare con più forza in primavera. Chi ha a disposizione una serra fredda con temperature come quelle indicate la tenga li. Chi invece non ha la possibilità di questa sistemazione ottimale, fra le due alternative di tenerla in casa a 20 C° o all'esterno con il gelo, scelga senza dubbio la seconda.



Quanto vive una pianta carnivora?
Per curiosità mi chiedevo qual'è il periodo di vita medio delle piante carnivore.

In generale, quando si parla di piante, il concetto di "individuo" passa in secondo piano, per cui il discorso "quanto vive?" ha un valore limitato. Prendiamo ad esempio una pianta che ha uno sviluppo relativamente simile alla Dionaea muscipula, ovvero il Sempervivum: ogni anno o due, se tenuta bene, la pianta madre fiorisce e muore, dato che l'infiorescenza si sviluppa dalla gemma apicale. Dalle gemme basali vengono però prodotte una miriade di piantule che strettamente parlando sono nuovi individui, ma discendono direttamente dalla pianta madre e ne hanno lo stesso patrimonio genetico. In questo senso si può dire che una pianta, o meglio un individuo, ha una vita limitata di 2/3 anni, ma però avremo a disposizione una miriade di individui identici in tutto e per tutto alla pianta madre, per cui un dato genoma può essere considerato come virtualmente immortale. Questo discorso è valido per le Dionaea e in parte per le carnivore del genere Sarracenia (che però non producono il fiore dalla gemma apicale, e per le quali quindi, volendo, dovrebbe essere possibile individuare un punto di crescita che è lo sviluppo diretto di quello originario germogliato dal seme, distinto dai nuovi punti di crescita sviluppati lateralmente dal rizoma). Discorso simile si può fare per molte Drosera come la capensis, ma non per tutte (come minimo va considerata l'esistenza di specie annuali o biannuali come burmanni e indica).
Il discorso del Sempervivum va in parte ridimensionato per piante come le Nepenthes e per le piante a fusto legnoso (gli alberi), che potremmo dire hanno una "individualità" più marcata. Però va sempre tenuta presente la possibilità di fare talee di una pianta.
In definitiva, il concetto di lunghezza di vita è strettamente legato a quello di individuo, che è però più adatto ad un discorso relativo al mondo animale, mentre per il mondo vegetale, per sua natura, è un concetto troppo restrittivo: un "individuo" è infatti: "Ogni organismo animale o vegetale che non può essere suddiviso senza perdere i propri caratteri" (il Sabatini Coletti, Dizionario della Lingua Italiana - http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/index.shtml), ma come si è visto, nel mondo vegetale, quasi sempre vale l'esatto opposto.


Ultimo aggiornamento: 02 10 2011


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